giovedì 8 marzo 2012

Intervista a Matteo “Curte” Cortini


E' originario di Livorno, adora i film horror ed il metal; nel tempo libero, però, ha creato uno dei più importanti giochi di ruolo degli ultimi anni! Fabio Antinucci, per  conto della Gilda del Drago Nero ha incontrato domenica scorsa Matteo “Curte” Cortini, autore, assieme all'amico di sempre Leonardo Moretti, di “Sine Requie-Anno XIII”. Siete pronti a scoprire i segreti (scabrosi) dietro a questo spaventoso prodotto?

D. Perché un gioco di ruolo così diverso dagli altri in circolazione, sia come ambientazione che come meccaniche di gioco?  Quando è nata l'idea di “Sine Requie”, e come?
R. L'ispirazione è venuta da sé, nessuno aveva mai fatto un gioco del genere (ad esempio i tarocchi non erano mai stati usati in modo diffuso nei GDR). Inoltre ci è sempre piaciuto l'horror, fin da ragazzi, ai tempi delle nostre famose “serate horror”!

D. Ho notato, giocando, che ci sono parecchie ispirazioni dal cinema, non solo horror. Ad esempio non ho potuto non accostare Soviet a Matrix o Sanctum Imperium ad Il Nome della Rosa...
R. In verità ad ispirarci è stato un insieme di suggestioni che girava nell'aria ai tempi della prima stesura... abbiamo cominciato a lavorarci nel 1997 (ben due anni prima dell'uscita di Matrix), quindi secondo me se ci sono delle affinità è perché erano idee che in generale affascinavano il pubblico in quegli anni. Poi c'è da dire che la Storia ci ha ispirato molto. Quanto a Il Nome della Rosa... non sono andato oltre pagina cento, quindi fatti due conti!

D. Ecco, a proposito di Storia... avete fatto delle ricerche particolari per creare l'ambientazione? Per ogni manuale quanto tempo dedicate alla documentazione?
R. Non è quantificabile, senza dubbio c'è molta documentazione. Ti posso però fare un esempio: per il Regno di Osiride, manuale ispirato all'antico Egitto (in uscita a Lucca Comics &Games 2012, nda) , ho un'intera sezione della mia libreria, che aumenta sempre di più...

D. Sine Requie è uno dei giochi di ruolo più venduti e fra i più amati dalla comunità italiana di giocatori, ha un supporto fan incredibile (mi ci metto anch'io in mezzo) ed ha un grande seguito in quanto a materiale fan-made. Tu e Leo ve lo aspettavate?
R. Per un gioco con i tarocchi in cui la gente deve andar in giro a prendere a mazzate zombie nazisti? Ma stai scherzando?! Continuo a chiedermi come tutto questo sia potuto accadere...

D. Sul manuale di gioco c’è una considerazione spesso ripetuta: che Sine Requie può essere giocato sia come un prodotto basato totalmente narrazione sia come un gioco fortemente regolamentato. Tu, personalmente, come arbitri le tue campagne? Quale tipo di approccio usi, sei un puntiglioso master col manuale sempre in mano o ti fai trasportare dalla storia?
R. Direi che il modo migliore per giocarlo sia bilanciare i due modi di gioco, non devi mai perdere di vista le regole, ma guai a far sì che queste prendano il sopravvento sulla storia.

D. Quanto è vecchia la tua passione per l’horror? Quanto e come ha influito?
R. Tantissimo, ovviamente. Adoriamo l’horror da tantissimo tempo, forse abbiamo cominciato ad appassionarci con Ghostbusters. Personalmente è l’unico genere che riesca davvero ad emozionare. Certo devi essere molto empatico, dimenticare di stare vedendo un film o leggendo un libro, ma a quel punto ecco che riesce a darti delle emozioni fortissime, adatte ad un GDR.

D. Perché i Morti come elemento centrale?
R. Perché permette di relazionarsi con una paura atavica; il fatto che la minaccia sia una trasformazione che avviene in ogni uomo alla sua morte, inevitabilmente, ci sembrava un concetto molto pesante e perfetto per instillare paura.

D. Quali sono i giochi di ruolo che hanno ispirato “Sine”?
R. Senza dubbio: Stormbringer, Deadlands, Cthulhu e la prima edizione di Vampiri.

D. Un consiglio ai giocatori?
R. Buttate via la scheda, non vi serve tanto.

Ringraziamo ancora Matteo per la disponibilità e la simpatia!

martedì 28 febbraio 2012

Speculazioni in attesa della 5a edizione di D&D

Se vi capitasse di fare un giro presso il sito ufficiale di Dungeons & Dragons e di avventurarvi nelle pagine degli editoriali scritti dagli autori (vecchi e nuovi) del gioco, vi accorgereste che traboccano di sondaggi. La Wizards, soprattutto dopo la catastrofe 4a edizione, ha deciso di andarci cauta e sta valutando per benino cos'è che il suo pubblico vuole veramente (o quanto mento cosa vuole veramente il pubblico che si aggira sul sito della Wizards) prima di sfornare l'annunciata 5a edizione del gioco di ruolo fantasy più vecchio del mondo.

In verità si stanno già effettuando i primi playtesting, e c'è una nutrita community (chiamata D&D next) che dibatte sui più disparati argomenti della nuova edizione, dall'esigenza di tanti o pochi manuali, all'amore per le prime edizioni. Però vagabondando nelle pagine del sito "più ufficiali" per così dire, non si può fare a meno di soffermarsi sulla rubrica "Legends & Lore" attualmente affidata a Monte Cook. Per chi non sapesse di chi si tratta, Monte è l'autore di alcune delle più suggestive ambientazioni della seconda edizione di D&D (Planescape) nonché uno degli autori della gloriosa 3a edizione, che tanto successo ha portato al marchio di Dungeons & Dragons, quasi completamente annientato, attorno all'anno 2000, dalla concorrenza dei videogames e dei giochi di carte collezionabili.

Scorrendo i vari articoli che Monte Cook ha aggiunto dopo l'annuncio di una 5a edizione, ci si può fare un'idea preliminare di cosa aspettarci. Il grido di battaglia è "uniting the editions" cioè unificare le edizioni. In pratica gli autori stanno cercando di prendere il meglio di tutte le edizioni finora prodotte e di riunirlo nella 5a edizione. Si legge che il prodotto finale dovrà accontentare sia i wargamers più incalliti che i giocatori che della mappa e delle miniature non vogliono per niente fare uso (incredibile! c'è voluta la 4a edizione per farglielo capire). Inoltre il gioco, sempre secondo le intenzioni degli autori, dovrebbe potersi adattare a qualsiasi livello di complessità delle regole: da quello gradito ai giocatori meno esperti, che quindi potranno creare un personaggio in pochi semplici passaggi, a quello più consono ai giocatori di D&D più smaliziati, che vorranno personalizzare il proprio alter-ego con mille opzioni.

I temi dei sondaggi sono i più disparati: viene chiesto ai giocatori se preferiscono tante o poche abilità, se il sistema magico "vanciano" (in onore di Jack Vance che ispirò Gigax per il sistema di magie di D&D classico) è migliore di quello a punti magia o se si preferisce quello dello stregone della 3a edizione, una specie di compromesso. Viene chiesto se i livelli alti sono giocabili o sgraditi, se nelle avventure si preferisce la trama o i combattimenti in serie, se le regole debbano essere presentate subito in tutta la loro completezza oppure dilazionate in manuali da comprare in serie (un po' come le scatole della prima edizione, base, advanced e expert).

Considerato che la Wizards non rinuncia mai a nessuna opportunità di guadagno, si può facilmente sospettare che, nascosta dietro la buona intenzione di "accontentare tutti" ci sia il progetto di venderci un gioco di ruolo in "scatole di montaggio". Probabilmente cioè l'impianto regolistico sarà suddiviso in diversi prodotti (un set base, un manuale avanzato, uno per esperti e così via) che permetteranno a chiunque di scegliere il livello di complessità del gioco. Ad esempio già per la terza edizione esistevano un Manuale dei Livelli Epici per chi voleva giocare i livelli oltre il 20° e un Manuale delle Miniature per chi voleva trasformare D&D in un sofisticato wargame.

Quello che ci si chiede è se una strategia del genere finirà per riavvicinare al marchio di D&D tutti quei giocatori che negli ultimi anni lo hanno abbandonato. Un giocatore di ruolo di vecchia data, in che modo si porrà di fronte all'acquisto non più di uno ma di quattro o cinque manuali al fine di avere un prodotto con una complessità all'altezza delle proprie esigenze? In fondo, la Paizo ci offre un GdR praticamente completo in un unico manuale di 600 pagine a 50 euro...

lunedì 20 febbraio 2012

NUOVE USCITE PER SINE REQUIE – PRIME INDISCREZIONI


In una piccola intervista rilasciata il due gennaio (e scappata colpevolmente all’occhio vigile dei redattori di questo fichissimo blog!), Massimo Bianchini, direttore responsabile di Asterion Press, Matteo Cortini e Leonardo Moretti, autori di “Sine Requie”, lasciano trapelare qualche iscrizione sulle novità 2012 targate “Sine Requie-Anno XIII”.
Dopo aver ottenuto ancora successi a volontà con “Terre Perdute” ed aver annunciato l’uscita dell’ambientazione “Il Regno di Osiride” per Lucca 2012, la Serpentarium Games si prepara a lanciare nel giro dei prossimi cinque mesi due moduli avventura! Il primo di essi dovrebbe essere per Sanctum Imperium, ispirato a “Gli occhi del Serpente”, una lunga campagna uscita per la prima edizione del gioco qualche anno fa. Come l’originale dovrebbe trattarsi di un modulo avventura/source book, ossia di un volumetto che oltre a contenere le indicazioni per il master approfondisce l’ambientazione con nuovi dettagli. Fra quelli che si troveranno in questo manuale troviamo il modo in cui si festeggia il Natale nel Sanctum Imperium e la spiegazione del funzionamento dei temibili tribunali dell’Inquisizione, due aspetti inediti che non mancheranno certamente di affascinare.
A giudizio di chi scrive, un’ottima notizia per più ragioni. La prima è, ovviamente, che più materiale pregenerato si ha per giocare meglio è, soprattutto se si tiene presente quanto curati siano i moduli-avventura usciti per questo gioco (ne sono usciti tre: “Olocausto di Terrore”, “L’Urlo dell’Abisso” e “Vodzene”, questi ultimi due dedicati interamente all’ambientazione “Soviet”). Secondo motivo per gioire è il fatto che “Gli Occhi del Serpente” è conosciuta fra gli amanti di “Sine Requie” come un’impresa editoriale colossale, con decine di descrizioni di luoghi, png e addirittura veicoli! In verità voci di una riedizione erano già nell’aria, quindi questo piccolo annuncio ufficiale non può che confermare delle antiche speranze. Infine, c’è da dire che finora Sanctum Imperium è stata un’ambientazione poco sviluppata dagli autori, anche a causa del fatto che sulla rete si trovano molte avventure fan-made ambientate in questo tenebroso regno di fondamentalisti. Qui in Gilda siamo golosi degli orrori di Sine Requie, quindi più ne abbiamo per giocare meglio è!